Abuso di psicofarmaci: la differenza tra depressione reattiva e disturbi dell’umore.

Comunemente si associa il termine depressione a quadri clinici che non sono veri disturbi dell’umore, come nel caso della depressione reattiva

Possiamo sentirci depressi, infatti, per svariate ragioni, pur senza avere un disturbo invalidante come quelli dei manuali internazionali. 

Quando attraversiamo periodi difficili l’umore può essere per giorni deflesso: avviene per esempio se perdiamo un lavoro, termina una relazione, o quando viviamo un lutto. In genere dopo un po’ la nostra mente trova nuovi equilibri e sentiamo di stare meglio, ovvero il nostro umore torna come nei giorni precedenti. Questo significa che non siamo in presenza di una vera depressione.  

Quando siamo al settimo cielo, di contro, possiamo addirittura essere indelicati con gli altri. La nostra euforia, in alcuni casi, è talmente travolgente che non riusciamo ad arginarla, e anzi non capiamo perché non sia condivisa da tutti. Anche in queste occasioni non abbiamo un disturbo dell’umore, stiamo solo passando un momento molto felice. 

Assumere psicofarmaci è un’abitudine troppo diffusa al giorno d’oggi. Intendo assumerne a sproposito, in modalità fai da te. Ritengo molto importante l’uso controllato degli psicofarmaci come sostegno alla psicoterapia, ma deve essere sotto stretto monitoraggio di uno psichiatra

La depressione reattiva ad un evento di vita è una fase di deflessione dell’umore legata ad un momento difficile. E’ dannoso e controproducente usare in questa fase psicofarmaci non consigliati, perché potrebbe creare più danni che benefici. 

Assumere psicofarmaci in maniera acritica è più simile alla tossicodipendenza che ad una gestione consapevole delle proprie risorse emotive ed intellettive.