Axl Rose e la fame di distruzione

Axl Rose non ha mai fatto mistero di aver avuto un’infanzia difficile, fatta di violenze e abbandoni. E non ha mai nascosto di quanto questa infanzia abbia pesato da un lato sul suo precario equilibrio personale, dall’altro sulla sua travagliata esperienza artistica, legata soprattutto al gruppo rock dal nome non a caso evocativo Guns N’ Roses

Spoilt children

La psicoanalisi definisce spoilt children quei bambini deprivati, spogliati, invasi da un comportamento degli adulti non adeguato o non rispettoso. Questi bambini possono diventare adulti fortemente sofferenti, indipendentemente dal successo che il loro talento gli consente di raggiungere. Significa che l’intrusione operata dagli adulti (deprivazioni, violenze, abusi sessuali, ecc…) è talmente invasiva che resta nella personalità del bambino anche quando è diventato grande, ossia entra a fare parte del suo modo di essere. 

Axl Rose e il suo team di produttori hanno lasciato questo titolo molto emblematico: ‘Appetite for Destruction’. E’ segno di come l’arte sappia talvolta andare oltre la ricerca scientifica, o quanto meno la sappia anticipare. Bramare la distruzione, averne fame, è davvero la condizione che vediamo quotidianamente in alcuni pazienti che hanno avuto un’infanzia infelice

Potremmo dire che ‘Appetite for Destruction’ sia una ricerca scientifica ante litteram sul dolore da abbandono e da intrusione degli adulti nella vita di un bambino: un’opera d’arte che sa spiegare meglio di un convegno a tema quale ricaduta possano avere sulla sua instabilità emotiva, sulla sua ricerca di pericolo o di situazioni potenzialmente pericolose, e sulla sua propensione a distruggere quello che di buono riesce a costruire. 

Arte e psicoterapia

Come ogni grande opera d’inizio carriera, però, in ‘Appetite for DestructionAxl Rose non apre a risposte, cerca soprattutto di esprimere un punto di vista. 

La considerazione che possiamo aggiungere al suo lucido sforzo è che questa fame di distruzione, questa ‘pulsione di morte del bambino male accolto’ usando le parole di Ferenczi, può e deve essere curata prima che diventi distruttività diffusa.   

L’urlo di dolore di chi distrugge deve essere colto, deve essere interpretato come una richiesta di aiuto: per non continuare ad alimentare il trauma dell’abbandono, per non confermare la teoria che ‘io non valgo niente, mi amano solo se li accontento’.