Cos’è l’inconscio? Un esempio: l’estate 2006.

Una parte della nostra mente sfugge all’attenzione della nostra mente: è l’inconscio

Tutti noi abbiamo esperienza di come basti un nome, un odore o una canzone a scatenare ricordi che non sapevamo di avere. Significa che molte cose ci restano dentro anche se ‘consciamente’ non lo sappiamo, se non ce ne accorgiamo. 

Per fare un esempio potrei chiedere se qualcuno dei lettori ricordi l’estate del 2006. Così su due piedi probabilmente molti direbbero di no, che non ricordano. O che confondono i ricordi con quelli dell’estate del 2005 o del 2007, e non sono sicuri. Bene, a questo punto allora potrei dire che il 2006 è l’anno in cui l’Italia vinse i mondiali di calcio, in cui il primo ministro era Romano Prodi, e in cui Bob Sinclair suonava World hold on (Children of the sky). Adesso come va, si è accesa qualche lampadina? Ecco, alludevo proprio a questo: non sappiamo di ricordare alcune cose, che invece ricordiamo molto bene.

Allo stesso modo possiamo continuare a soffrire per eventi passati di cui abbiamo, diciamo così, perso memoria. O per frasi ricevute, (o non ricevute) o atteggiamenti altrui, sgarbi, ecc… senza saperlo direttamente. 

L’inconscio può condizionarci fortemente, a volte in maniera negativa.

Ci sono persone che detestano dei luoghi apparentemente senza motivo, o che hanno profonde antipatie per qualcuno senza concretamente sapere perché. 

E’ fondamentale conoscere il peso dell’inconscio, per saperne modulare gli effetti nella nostra vita quotidiana. E sapere se facciamo delle cose perché lo vogliamo noi, o perché lo vuole lui.