Cyberbullismo: un fenomeno tra ragazzi impauriti e adulti ignari.

Molti fenomeni sociali si sono spostati sul web: così è nato anche il cyberbullismo

Non significa che il bullismo classico non esista più, tutt’altro, ma che ad esso vada aggiunto anche quell’universo di dinamiche online, che per l’appunto prende il nome di cyberbullismo

Storicamente il bullismo aveva luogo per lo più a scuola o nel tragitto tra casa e scuola. Infatti è quello il contesto in cui bambini e adolescenti sono indotti a stare insieme anche in assenza di motivazioni intrinseche, come potrebbe essere un corso pomeridiano di musica, di arti marziali o di danza.

Il cyberbullismo può attuarsi in diversi modi, tra cui l’uso di programmi di messaggeria e i commenti ai post sui social networks. 

Maschi e femmine usano modalità diverse di relazione, e quindi anche diversi modi per attaccarsi a vicenda. Ne consegue che anche il cyberbullismo assuma connotati diversi se fatto da maschi o da femmine. Mi occuperò di questo in un altro spunto. 

Vorrei qui soffermarmi su un aspetto molto importante del bullismo, che vale anche per il cyberbullismo. Nella maggior parte dei casi di prevaricazione o vittimizzazione gli adulti interessati (genitori di vittima e bullo, e insegnanti) asseriscono di non essere a conoscenza del fenomeno, mentre i ragazzi sostengono di aver segnalato poco o per nulla il loro problema. 

Quindi bullismo e cyberbullismo avvengono nel silenzio, direi quasi nell’ombra. Significa che ogni genitore fiero che il propio figlio sia spigliato e sicuro di sé potrebbe ignorare che egli perpetri atti di questo tipo, così come ogni genitore che sa di avere un figlio tranquillo e pacifico potrebbe non sapere che talvolta egli è vittima di qualcuno. 

Il mio compito qui non è allarmare, ci mancherebbe altro, ma evidenziare. E voglio mettere in evidenza come non sapere dell’esistenza di un problema non corrisponda necessariamente all’assenza del problema. 

Bullismo e cyberbullismo creano disagio e sofferenza. Ogni anno in Italia circa 200 ragazzi sotto i 25 anni si tolgono la vita, e in molti casi uno dei fattori scatenanti è il bullismo. Per questo è molto importante cercare e affrontare il fenomeno. 

Esorto pertanto a considerare questa dinamica vigliacca tra adolescenti come una delle componenti della loro vita, come gli innamoramenti, le fughe da scuola, le prime sigarette. E se questa dinamica assorbirà poca o molta parte della loro energia (o per nulla) sarà effetto dell’interesse e dell’intervento degli adulti.