Fratelli coltelli: l’onda lunga del trauma infantile

Il trauma infantile prima o poi presenta il conto. 

Tutti conosciamo, a grandi linee, la storia della principessa di Galles Diana Spencer: morì in un incidente stradale a trentasei anni.

On the turning away

In quei giorni la commozione fu globale: cantanti pop scrissero per lei canzoni piene d’amore, registi e produttori girarono film e documentari, giornalisti versarono fiumi d’inchiostro sulle colonne dei loro giornali. 

Tutti fecero a gara a esprimere il proprio sgomento, perché fu davvero generale, ma proprio perché ciascuno pensava ad esprimere il proprio, nessuno si chiese cosa ne fosse dei famigliari di quella donna: dei suoi genitori, per esempio, dei fratelli, e ovviamente dei figli. Forse si pensava che per loro Diana non fosse importante, o che in virtù dei loro mille impegni non avrebbero sofferto più di tanto. Invece i reali non hanno il sangue blu, sono uguali agli altri esseri umani: hanno un ruolo diverso, ma per il resto funzionano come gli altri. E di fronte ad un grave evento possono restare traumatizzati. 

Del principe Harry non so molto, e non so dire per quale motivo abbia scatenato questa tempesta contro la (già zoppicante?) corona britannica, ma del resto qui non è importante parlare di un caso specifico. Harry di Sussex mi aiuta a dire del trauma infantile, e la morte della principessa Diana è stata certamente un trauma per lui. 

Il trauma infantile presenta sempre il conto, prima o poi. Se non viene condiviso, digerito, elaborato adeguatamente, lascia tracce profonde che da adulti si faranno sentire. 

Infanzie infelici

Immaginate di fare una maratona portando sulle spalle uno zaino pesante. A tutta prima vi accorgete che qualcosa non va, ma se non potete dirlo a nessuno, e soprattutto se nessuno vi chiede perché portate quel peso, probabilmente ve lo terrete per l’intera gara. Il trauma infantile funziona un po’ nello stesso modo: si è costretti a portare un peso senza poterlo condividere. Ma attenzione alle conseguenze, perché se in età adulta avrete un’ernia cervicale sarà tardi, e soprattutto inutile, stabilire se sia colpa della maratona corsa con lo zaino. 

Gli eventi traumatici sono all’ordine del giorno, la cosa importante è impedire che essi trasformino per sempre la nostra vita. Nella crescita di un bambino ci sono episodi felici e altri meno felici, non è in potere di nessuno evitarlo. Ma è assoluta responsabilità degli adulti che un bambino ha intorno fare in modo che un brutto giorno non si trasformi in un’infanzia irrimediabilmente infelice.