Guerra: il narcisismo patologico e la pulsione di morte.

Raramente come in questa guerra abbiamo visto il narcisismo patologico legarsi alla pulsione di morte

Si ha talvolta la tendenza a vedere il narcisismo come qualcosa di non totalmente negativo. Io stesso ho indicato come alcune sfumature del narcisismo ‘sano’ possano essere vitali per l’io, o quantomeno adattative in certe condizioni catastrofiche.  Intendo che possano aiutare a preservare nuclei profondi dello psichismo. Fermo restando che il narcisismo abbia di per sé un connotato autistico-autoreferenziale anti relazionale, quindi non volto alla dinamica io-altro, o io-mondo, ma volto unicamente al soddisfacimento di un bisogno, (per l’appunto narcisistico) di conferma di esistere, ma al di fuori di una relazione. 

Il narcisismo patologico, pertanto, è la parte del narcisismo che non è più una ‘difesa’, ma che si fa struttura rigida di personalità, e che trasforma ogni legame interpersonale in una prova di fedeltà al modello. Ovvero ‘io resto nella relazione con te, bada bene, mi abbasso ad entrare in relazione con te, e a restarci, unicamente a patto che tu riconosca continuamente la mia superiorità nei tuoi confronti’. 

A molti è capitato di notare come le persone narcisistiche sappiano essere feroci, tiranniche e svalutanti. E’ il loro modo di stare in questo ‘contratto’ relazionale: esse devono avere il controllo di una relazione, o meglio della vita della relazione: devono sentire di potere annientare la relazione in qualunque momento dovessero notare che la controparte non accetta la loro superiorità. Il loro atteggiamento è una sorta di bullismo. 

Ci sono persone affette da narcisismo che in un viaggio tra amici, in seguito ad una discussione, arrivano a non rivolgere per giorni la parola agli altri; altre che ad una cena voltano le spalle a tutti per chiudersi nella loro superiorità. Altre ancora che vanno ad una festa senza portare regali, convinte di bastare già loro. E così via. Si tratta di una struttura rigida di personalità, come dicevo, che trasforma ogni relazione in una costante prova di forza. 

In alcuni casi questa struttura di personalità può essere talmente rigida da portare alle più estreme conseguenze. Come in una roulette russa in cui la va o la spacca, alcuni soggetti possono condurre non soltanto una relazione al suo punto finale, ma anche la vita stessa delle persone coinvolte. Cioè dell’altra persona e anche della propria. Non è escluso, per esempio, che questa sia la dinamica soggiacente ad alcuni femminicidi che terminano con suicidio.

Portare una relazione al punto finale di rottura, è negare alternative alla soddisfazione narcisistica. Quando il narcisismo patologico è molto grave il bullismo è totale: questa relazione è al suo punto di rottura, o c’è la soddisfazione della mia richiesta, oppure non ci sarà nessun domani. 

A ben guardare i termini in cui è stata ingaggiata questa guerra sembrano proprio questi. 

La richiesta incondizionata di accettare quanto proposto non ha alternative, se non le ‘estreme conseguenze’. E non solo per la controparte, ma anche per chiunque ‘volesse mettersi in mezzo’. E’ la sfida finale.  

Quando il narcisismo chiama la morte, è pronto a ripristinare qualunque condizione precedente. Compresa quella prima della vita.