Il viaggio: crescita e apertura mentale.

Il dinamismo geografico è anche dinamismo mentale. 

Molti viaggiatori seriali fanno confronti. Il viaggio, occasione di scoperta, incontro,  arricchimento, è un’occasione per guardarsi dal di fuori. 

Nell’osservare usi e costumi delle società che incontriamo, durante un viaggio facciamo anche confronti con quello che noi siamo, con la nostra cultura. E’ la conseguenza più interessante del viaggio: la rilettura dei nostri modi di essere su base di consuetudini un po’ rigide.

Questo aspetto non è ovvio come sembra. Molte volte non pensiamo che possano esserci altri modi per fare le cose, fino a quando non vediamo altra gente che lo fa. Vale per il numero di pasti al giorno, per esempio, o per l’orario di sveglia del mattino, o per la protezione da fornire alle giovani generazioni.  

Durante la psicoterapia impariamo a ‘oggettivizzare’ le nostre reazioni, a osservarle dal di fuori: così riusciamo a fare collegamenti, a unire punti che sembrano distanti, a fare bendaggi. 

Non a caso si usa la metafora del viaggio per descrivere la psicoterapia. Un grande viaggio all’interno di noi stessi, della nostra storia, delle nostre ferite. Guardando le cose dall’esterno, e spiegandole a qualcuno, si trovano punti di contatto, letture, interpretazioni, che non si credeva esistessero. 

Se il dinamismo geografico è sempre anche dinamismo mentale, ancora di più lo sarà un viaggio nelle profondità della nostra psiche.