La bestemmia: tra ipocrisia e paradosso

Tra le bizzarrie umane la bestemmia è senza dubbio una delle meno dotate di senso. La bestemmia infatti è per certi versi un paradosso, ma soprattutto una forma di autodifesa miope e pretestuosa. 

Dante Alighieri e Bob Dylan 

La bestemmia è un paradosso, perché nel tentativo di negare qualcosa in realtà l’afferma con forza. Se nega l’esistenza della divinità, per esempio, per farlo deve prima accettare proprio tale esistenza: le bestemmie sono espressioni che contengono la figura vilipesa, e quindi possono sottintendere il contrario di quanto vanno affermando.  

Se uno non crede in qualcosa, o in qualcuno, non è costretto ad aprire una frase parlandone: può ignorarlo e basta, o argomentare altro. Se per esempio ritiene che Dante Alighieri non sia mai esistito, o che non sia stato il poeta più grande della storia, non ha bisogno di esordire negandone la grandezza, o diffamandone l’onorabilità. Può semplicemente riferirsi, poniamo, a Giorgio Caproni, o a Bob Dylan, come ai più grandi poeti di ogni tempo: sarà poi il suo interlocutore a tirare le somme.

Una difesa meschina e mal costruita

L’altro aspetto inquietante della bestemmia, e che ritengo più importante dal mio punto di vista, è quello legato alla responsabilità. Ho già detto altre volte di quanto per gli uomini l’esigenza di trovare un capro espiatorio sia fondamentale in molte situazioni: ma questo non può diventare un modus operandi, una facile abitudine per dare ad altri la colpa di qualcosa.

Se nella vita raggiungiamo un buon obiettivo, per esempio affettivo, professionale, o economico, ci guardiamo allo specchio come Fonzie, e gongoliamo pieni di noi stessi. Se invece subiamo una sconfitta, o veniamo urtati da una brutta vicenda, ecco che partono le imprecazioni. Questo meccanismo può sembrare comprensibile, ma dal punto di vista psicologico è cosa tutt’altro che matura.

La bestemmia è un atto difensivo che pone fuori da noi stessi la responsabilità di un fallimento. I successi sono tutti nostri, gli insuccessi no. Per questo dico che è una difesa spartana e disperata: mi ricorda quei ladri che colti con le mani nel sacco incolpano i loro creditori.