‘La pizza? Bah, niente di che’. Svalutare il buono degli altri come forma di difesa.

A tutti capita di sentire cose del tipo ‘Roma è troppo caotica, non ci vivrei’, oppure ‘La pizza di tua madre non è poi così saporita’, o ancora ‘I film di Kubrick sono belli, ma non eccezionali’. Ammettere che altri siano bravi, competenti o performanti è difficile, perché espone la nostra imperfezione: per questo svalutare a volte ha una funzione difensiva. 

Parti buone, parti cattive

Tutte le cose che ci appartengono hanno aspetti buoni e aspetti meno buoni. In genere siamo ben consapevoli di questi aspetti, e li riconosciamo senza grandi difficoltà. Per qualcuno riconoscere di avere qualità può essere difficile, ma in cuor suo sa di averne, oppure per altri può essere difficile accettare di avere difetti, ma è solo una maschera, perché nel suo profondo ne è consapevole.  

Lo stesso vale per le cose degli altri: se un amico trova una bella spiaggia sconosciuta ai più, o lavora in una buona azienda, non dovremmo faticare ad ammetterlo. Del resto se stiamo bene nella nostra spiaggia o nella nostra azienda, se abbiamo trovato la nostra stabilità, non dovremmo provare troppa invidia per chi ha trovato la propria.

Chi disprezza compra

Altro è quando il buono, bello, confortevole degli altri ci mette a disagio. Alcune persone hanno difficoltà ad ammettere certe verità, anzi sembra che ne siano turbate, al punto che devono prenderne le distanze. C’è chi svaluta Venezia dicendo che sui canali l’aria puzza di umido, o Lecce perché mancano i parcheggi; Oppure chi denigra la bistecca fiorentina perché sa troppo di sangue, o altre cose simili. In questi casi la svalutazione è una forma di difesa. Probabilmente per queste persone accettare che altri facciano cose buone, o abitino città magnifiche, mette a repentaglio l’idea che essi conservano delle loro esperienze personali: il piatto tipico delle loro feste, la piazza della loro città natale ecc… 

Screditare per difesa è simile al detto popolare ‘chi disprezza compra’. C’è un filo sottile, ma invisibile, che lega la svalutazione stizzita con l’interesse. Del resto perché qualcuno dovrebbe denigrare qualcosa (o qualcun altro) quando basterebbe non dire niente, ignorare? Se le cose stanno così è bene fermarsi un attimo, fare mente locale, prenderne coscienza: perché screditare le cose buone degli altri ha sovente come unica conseguenza quella di allontanare il prossimo, non farlo sentire a proprio agio. Che probabilmente è il risultato opposto a quello che si vorrebbe raggiungere.