Missili nucleari su Torino

Neppure Mourinho aveva osato tanto. 

All’indomani dell’ultimo Eurovision Song Contest, una giornalista russa ha augurato a Torino di ricevere un missile Sarmat: si tratta di uno di quegli ordigni nucleari che se li vedi arrivare mica lo racconti. 

Confesso che pur nella mia distaccata torinesità, la cosa mi lascia sbigottito. Ora, posto che Torino è città magica, ovvero pacifica per vocazione, posto che siamo terra di santi sociali, (Don Bosco, Cafasso, Cottolengo, Falletti di Barolo,…) che hanno speso la vita a costruire, non certo a distruggere, e posto che i torinesi sono per natura molto inclini alla diplomazia, e molto poco allo scontro diretto, posto tutto questo, come dicevo, e pur nella mia torinesità, la cosa mi lascia sbigottito.

Noi torinesi, si sa, amiamo considerare Torino come un punto nel cuore dell’Europa

A nostro modo di vedere Torino è precisamente a metà strada tra Roma e Parigi, ma anche a metà tra Lisbona e Bucarest (o Kiev, fate voi). O tra Napoli e Londra. Insomma, non lo diamo a vedere, ma nel nostro piccolo ci diamo importanza. Tuttavia sappiamo bene che nella realtà siamo ai margini delle grandi decisioni politiche, dei movimenti culturali di tendenza, della moda ecc… 

E difatti fino ad ora, in questa drammatica guerra, la nostra sostanziale marginalità ci aveva fatto scudo. Alcuni giornalisti russi avevano giocato, in macabre simulazioni, a distruggere le grandi capitali europee: Londra, Parigi, Berlino. Roma non era mai stata nominata, né tantomeno Torino. E questo è un fatto: essere periferia ha i suoi vantaggi. Fino all’Eurovision

Quindi sono sbigottito. Ma non dalla sparata in sé, sia chiaro. Dalla violenza del contenuto. Quanto male devono averti fatto per vomitare tanta cattiveria? Che la vittoria di uno possa scatenare odio per milioni, onestamente deve fare riflettere. Il cratere che resterebbe del Piemonte in caso di missile Sarmat sarebbe visibile, suppongo, dalla Luna. Ora, io non oso immaginare il cratere che debba avere dentro di sé chi dice una cosa del genere. La ferita dell’ego, il dramma esistenziale. Ecco, questo mi turba. Ci sono persone con una tale voragine dentro, che sarebbero in grado di scatenare odio in maniera incontrollata.