Padri divorziati. La vita sotto la minaccia di non vedere i figli.

Nell’ambito dei rapporti di coppia violenti vorrei ricordare brevemente la situazione limite di molti padri. E’ assolutamente prioritario parlare della violenza di genere e del femminicidio, sia chiaro, ma si deve altresì tenere conto di altre condizioni.

Quando qualcuno ha un potere troppo grande, ovvero quando gli altri non sono in grado di ostacolare, arginare, il suo potere, si corre il rischio che questo venga utilizzato in maniera impropria. 

E’ il caso dei padri divorziati i cui figli vengono usati come armi. I rapporti estremamente tesi con le ex mogli, uniti al potere relativo che talune arrivano ad avere, crea a volte un corto circuito: la donna approfitta della debolezza dell’ex marito per punirlo. (Forse dovrei dire per restituire parte del male che lei ritiene di avere ricevuto). La minaccia è quella di impedire gli incontri padre/figli, con la conseguenza dello scollamento del loro rapporto. 

Anzitutto va messo in evidenza come questi padri diventino delle vittime di violenza domestica in tutto e per tutto. Ma poi va sottolineato che utilizzare i figli come armi è un gravissimo torto ai figli stessi. 

Da un lato essi vedono allontanarsi il padre, all’aumentare della tensione tra i due genitori. Dall’altro percepiscono la perfidia materna, e per quanto alleati della madre (cosa potrebbero fare se non firmare un’alleanza a scatola chiusa?) soffrono per la spietata ritorsione.

Credo sia quindi importantissimo sottolineare due cose a queste donne: Il male che hanno ricevuto non potrà mai essere restituito. Esse stanno ripagando il disprezzo (o l’indifferenza) dei loro ex, con l’odio, e questa non è una formula equa. 

Inoltre i figli patiscono questa dinamica in maniera dilaniante. Perché vedono le loro madri incattivite, e percepiscono di essere essi stessi strumento di offesa ai loro padri.