Smettere di fumare?

Portare qualcosa alla bocca. A chi non è capitato, in un momento di dubbio, ansia o concentrazione, di toccarsi le labbra, accarezzare i baffi o di mordere il tappo di una biro? Atavico gesto propiziatorio, forse ricordo ancestrale di un biberon carico di energia, portare qualcosa alla bocca non ha nulla a che vedere col problema che dobbiamo affrontare, eppure lo facciamo. Così a mio avviso il fumatore incallito ha trovato un modo per stimolare continuamente la sua zona orale: egli ripete l’azione ogni volta che un’emozione forte si frappone fra lui e la sua giornata. 

L’atto assume un carattere di dipendenza, inoltre, perché diventa presto una forma di condizionamento. Ovvero avvicinare una sigaretta alle labbra ha anche l’effetto di anticipare il piacere del gusto di tabacco in gola e del lieve stordimento della nicotina.

Ritengo quindi che il fumo si componga di almeno due fasi. Prima avviene l’accensione della sigaretta e il suo avvicinamento alla bocca, poi l’assunzione vera e propria della nicotina.

Per smettere di fumare, a mio avviso, è la prima delle due fasi la più difficile a cui rinunciare.