Soffocare in galleria. Consigli pratici per non farsi prendere dal panico.

Alcune persone sentono un’angoscia insopportabile quando entrano in una galleria, come conducenti di un veicolo o come passeggeri. 

C’è chi a causa di questa angoscia si sente mancare il fiato e ha la sensazione di poter morire da un momento all’altro. Ovvero ha un attacco di panico. E poi c’è chi, per paura che ciò avvenga, si muove in anticipo cercando altre strade, per non percorrere quella galleria. Cioè ha una condotta di evitamento

Questa condizione può diventare molto invalidante, perché il mondo è fatto di strade piccole e grandi, di ponti, di cavalcavia, e ovviamente anche di trafori e gallerie. Cercare per l’intera vita di evitare le gallerie è impresa stressante, ma soprattutto frustrante per la dignità di persone che per il resto hanno vite piene e soddisfacenti. 

Una considerazione e due consigli pratici per non farsi prendere dal panico in queste situazioni possono essere i seguenti. 

La considerazione. La carreggiata della galleria ha la stessa dimensione della carreggiata prima e dopo la galleria. Pertanto lo spazio per le auto è lo stesso, non è inferiore. Fuori dalla galleria si ha un’illusione di avere più spazio, ma i prati, le valli, il mare, il cielo, non fanno parte della strada. 

Inoltre anche la quantità di aria che si ha a disposizione in galleria non diminuisce rispetto all’esterno, nel senso che un essere umano in un’automobile per respirare avrà bisogno dello stesso quantitativo di aria sia all’esterno che all’interno della galleria. E’ una spiegazione razionale, me ne rendo conto, ma sovente le spiegazioni razionali ci aiutano a fare delle cose che temiamo. 

Un consiglio. Focalizzarsi troppo sulla galleria in arrivo, sul fatto che potrebbe mancare l’aria, o che potrebbe crollare la volta, come ben può capire, fa aumentare l’ansia e la preoccupazione. Per ‘distrarre’ la mente, pertanto, potrebbero essere utili piccoli esercizi di calcolo o mnemonici. Ripetere l’incipit della divina commedia, per esempio, è un ottimo esercizio. Oppure ripetere fra sé la formazione della propria squadra del cuore. Si tratta di espedienti in grado di sganciare la concentrazione da quei pensieri fobici. Ognuno può trovare da sé quali argomenti siano in grado di fargli perdere la concentrazione. Sono sicuro che ciascuno di noi abbia delle passioni in grado di attirare la sua attenzione anche nei momenti più particolari della giornata. 

Questi sono espedienti ‘razionali’ come abbiamo detto prima. Si tratta della mente che cerca di ‘fregare’ se stessa. Se non ci si riesce, però, l’altro consiglio che do è quello di affrontare un percorso di psicoterapia. Può avvenire, in altre parole, che il disturbo interiore sia profondo, che venga da lontano. Che sia, cioè, tanto forte quanto l’espediente di spostare la concentrazione non sia in grado di piegare. In questo caso ci si deve affidare alla psicoterapia, con l’obiettivo di rintracciare il legame profondo, il filo rosso, che lega la galleria, cosa di per sé innocua, con le nostre paure.