Dissociare per alcuni minuti al giorno in una realtà parallela, in cui siano concesse cose che in genere non lo sono, è certamente uno svago e, diciamolo pure, un divertimento.

Pirandello l’ha ben raccontato nella novella ‘La Carriola’, dove un austero avvocato ha la tragica sensazione di fare qualcosa di orribile, quando dall’alto della sua temuta autorevolezza ogni giorno, e soltanto per alcuni istanti, solleva le zampe della sua cagna lupetta e le fa fare la carriola. L’avvocato della novella teme che essere scoperto possa attirare su di lui lo scherno e la disapprovazione, e rischi addirittura di essere internato, perché a gente della sua posizione non è concesso fare cose simili: divertirsi giocando col proprio cane. Pirandello ci porta a dire che no, non è patologico, anzi sano, molto sano, giocare col proprio cane, ed è anche molto sano staccarsi alcuni minuti dalla realtà per avere un po’ di svago. Aiuta a rifiatare.

Anche oggi fare ogni tanto una partita sullo smartphone può avere la stessa funzione.

Ben diverso è quando il gioco assume caratteristiche patologiche, quando assorbe ore e ore della nostra giornata, quando anzi diventa un dispendio economico importante, come nel caso del gioco d’azzardo.

Vedo almeno tre elementi nel gioco la cui errata gestione possa spingere verso un vero e proprio game disorder. Il controllo, il rischio, il successo.

Il controllo di tutte le variabili è senza dubbio l’aspetto che più differenzia la realtà virtuale dalla realtà vera e propria. Nella vita purtroppo non abbiamo il controllo (quasi) totale di quello che facciamo: non sappiamo quale sarà il prossimo livello, ignoriamo la difficoltà della prossima sfida, non abbiamo la possibilità di premere ‘riprova’ se qualcosa va storto.

Il rischio nella realtà virtuale è senza dubbio limitato. Ammetterete che guidare in contromano in galleria, sparare alle ombre dentro una tomba egizia, o lanciarsi da un elicottero in volo è senza dubbio molto meno pericoloso in un videogame che nella vita reale.

Infine l’aspetto più drammatico, il successo. Purtroppo molte persone si legano molto ai videogame perché in essi sperimentano una condizione nuova nella loro vita, quella di essere persone vincenti.

Una disamina del fenomeno gaming non può essere esaurita in poche righe, credo però che queste possano essere un buon punto di partenza.