Come riconoscere la dipendenza sessuale? Tre aspetti caratteristici.

La sexual addiction è un comportamento di dipendenza che può creare diversi problemi relazionali e nella vita quotidiana.

Per distinguerla dalla normale pratica non patologica sottolineo alcuni aspetti che la caratterizzano, mettendo in evidenza come questi siano negativi e spiacevoli per l’individuo.

1. Come per tutte le forme di dipendenza prevede una ricerca compulsiva. C’è una bella differenza tra fumare un sigaro in compagnia dopo cena e non poter iniziare la giornata senza una boccata di fumo. Vale lo stesso per la dipendenza sessuale. Se in sua assenza non si riesce a rimandare, se la sua ricerca diventa predominante sulle altre attività della giornata, siamo in presenza di una dipendenza. La capacità di rimandare la soddisfazione di un bisogno è fortemente connessa con il saperlo desiderare: vale a dire inserirlo in qualche angolo della mente dove possa venire cullato e, entro certi limiti, idealizzato. E’ quello che succede quando compriamo il biglietto per un concerto che avverrà fra alcuni mesi, o quando fissiamo un appuntamento che però avrà luogo solo fra alcuni giorni: sapere aspettare la soddisfazione di un bisogno è l’opposto della dipendenza.

2. All’attività vengono associati stati d’animo negativi. Alcuni comportamenti di dipendenza inizialmente hanno origine con lo scopo di ridurre l’ansia e l’angoscia, di fungere da valvola di sfogo. Vale lo stesso per lo shopping compulsivo, il gioco d’azzardo o il gaming patologico, e per la dissociazione ad essi legata. Queste attività vengono scoperte dagli individui e praticate inizialmente perché ne ottengono benefici, li fanno rilassare. Ad un certo punto invece alcuni si accorgono che gli aspetti positivi diventano sempre più marginali, in confronto a quelli negativi, e infine non saprebbero più dire se le si ricercano per ridurre lo stress della giornata, oppure per interrompere il craving crescente.

3. L’individuo sente che c’è qualcosa di dissonante nel suo comportamento. Quando la colpa e/o la vergogna fanno parte di un comportamento, o in maniera diretta o per assenza, ovvero perché fortemente negate, è perché qualche cosa dentro non quadra. Molti italiani hanno una passione sfrenata per il calcio. Tuttavia nessuno si sognerebbe di provare colpa o vergogna alla domenica sera per essere stato allo stadio. Né nessuno ha mai provato a smettere, sentendo che questo comportamento ha in sé qualcosa che non va. Quando siamo agiti dall’interno, non riusciamo a smettere, pur avendoci provato, siamo in presenza di una forma di dipendenza.

Ho evidenziato aspetti spiacevoli, dissonanti, tipici della sexual addicition.

In questo modo ho sottolineato come la sessualità possa diventare un comportamento più dannoso che piacevole. Soprattutto se la sua pratica assume sempre più le caratteristiche di una dipendenza, e sempre meno quella di tutti gli altri significati che gli esseri umani le possono attribuire.

Cos’è il burnout? Quando il potere (economico) non coincide con la responsabilità.

L’Avvocato Agnelli sosteneva che non fosse importante il potere in sé, ma un potere commisurato alla responsabilità. Quando ci chiediamo cos’è il burnout possiamo estendere questa locuzione al rapporto che ogni individuo ha con il proprio lavoro.

Il margine di potere che ciascuno ha su quello che fa quotidianamente, nel lavoro, è piuttosto relativo. In genere la responsabilità tende ad aumentare, mentre la discrezionalità, la libertà di variare alcune condizioni no, anzi si restringe.

Per questo il burnout tende a crescere con il passare del tempo, e ad estendersi alle varie professioni, anche in quelle non tipicamente di aiuto.

Un parametro di valutazione del potere in azienda, che in genere non viene tenuto in debito conto (strano a dirsi!?) è quello economico. Il potere economico è pur sempre una forma di potere, nella società come nel mondo lavorativo, ed è certamente un modo per riconoscere la responsabilità.

Il burnout è legato ai risultati conseguiti, alla soddisfazione personale e al rapporto con i superiori, dai quali molti vorrebbero essere apprezzati. Ma non sempre è possibile sovrapporre, per lo meno nel tempo, queste dimensioni. Per questo la discrezionalità avrebbe un ruolo molto importante nella realizzazione professionale, perché consentirebbe di associare successi o insuccessi alle scelte effettuate.

Dove c’è molta responsabilità, se non è possibile associarvi il potere di gestire le variabili, dovrebbe per lo meno esserci un adeguato compenso economico.