Siamo solo amici: paura del rifiuto e dipendenza affettiva di chi si “accontenta”

L’amicizia come ripiego è una tragedia travestita da generosità. Se friendzonare qualcuno è un modo per salvare le apparenze con un innamorato indesiderato, accontentarsi di un’amicizia, quando si vorrebbe altro, è una disfatta, su tutti i fronti.

Friendzone erotizzate 

Non è raro imbattersi in innamorati delusi che trasformano i loro sentimenti in una forte e leale amicizia. L’altra faccia della medaglia friendzone, ossia quella riguardante la persona respinta, però, è soprattutto un atto di resa, e dobbiamo dirlo chiaramente. Per andare con ordine, occorre anzitutto distinguere la posizione di chi attraversa un periodo negativo, da chi può nascondere una tendenza alla dipendenza affettiva

Nel primo caso, possiamo osservare il comportamento di persone che normalmente sono forti e decise, che hanno una buona personalità e soprattutto una stabile autostima. Quando individui simili subiscono un lutto, un trauma, o un forte stress (cambiare scuola, lavoro, città, oppure peggio, ad esempio sopravvivere a calamità naturali e simili) possono scoprirsi fragili o vulnerabili, e attaccarsi emotivamente a qualcuno che reputano forte e stabile, come lo erano loro fino a poco tempo fa. 

Idealizzare chi ci respinge, però, aumenta inevitabilmente il potere che ha su di noi, con la conseguenza che, se questa persona ci mette nella cosiddetta fiendzone, arriviamo a considerare la sua amicizia persino un privilegio. Fare parte della vita di un individuo così speciale, è segno che in fondo tiene a noi, che ha capito il nostro valore, che ci rispetta. Se poi ci introduce anche nella sua cerchia di amici, o nella sua famiglia, la gratificazione aumenta, ma lì davvero il danno è veramente fatto. 

Una spia molto importante, che ci può aiutare a capire se stiamo perdendo il controllo della situazione, se siamo fagocitati da una friendzone, o se riusciamo a gestirla, è la sua eccessiva erotizzazione. Un rapporto tra amici può avere un livello di complicità anche molto profondo, ma in genere non sfocia mai nell’erotico. Erotizzare situazioni amicali, in una friendzone, come svestirsi davanti all’altro, raccontare esperienza intime, o chiedere consigli in merito, è segno che qualcuno ne sta davvero un po’ approfittando.   

Dipendenza affettiva 

Il discorso è diverso quando “accontentarsi” nasconde la tendenza alla dipendenza affettiva. Questa modalità relazionale, sovente alla base anche di altre condotte di dipendenza patologica, può essere devastante per l’autostima e l’autonomia di un individuo.

Esperienze di grave deprivazione affettiva possono incistarsi nel profondo, sotto forma di convinzioni erronee, come, per esempio, quella di non essere in grado di farcela da soli. Chi sviluppa una dipendenza affettiva, sovente vede il futuro come uno schermo nero, su cui non è possibile scrivere nulla, a meno che qualcun altro non lo aiuti.  

La traiettoria di sviluppo di ciascun individuo, a partire dalla sua nascita, è sempre quella di una progressiva indipendenza. Questi soggetti, invece, non hanno avuto la fiducia di chi li ha accuditi, che anzi spesso li ha messi a repentaglio, e non hanno mai imparato a esplorare l’ambiente in maniera indipendente. 

In questo secondo caso, restare risucchiati dalla friendzone è estremamente deleterio, ancora più che nel primo caso. Credo sia molto importante che questi individui trovino la forza di svincolarsi dal tranello, perché accontentarsi di un’amicizia, soprattutto per loro, non è mai davvero una buona idea.