Psicosomatica

Il corpo parla. A tutti è capitato di arrossire ad un appuntamento, di avere il battito accelerato durante un esame o di sentire le mani fredde davanti alla paletta di un posto di blocco. Il nostro corpo ci parla anche quando noi non lo sappiamo, direi, anzi, persino quando noi non vorremmo che lo facesse. Questi fenomeni corporei sono dei segni che indicano un stato d’animo interiore, lo sappiamo tutti. Vi sono tuttavia anche altre e più importanti manifestazioni corporee, a cui però diamo minor peso in ambito psicosomatico, forse perché ci parlano di un malessere più profondo, più esteso, e meno superabile di quelli che abbiamo citato. Se l’emozione per un primo appuntamento svanisce al termine della serata per lasciare posto ad un benessere diffuso, se l’ansia dell’esame è superata appena arrivati al bar, o se la paura per un controllo è passata non appena mettiamo la freccia per ripartire, ci sono altre situazioni che creano un disturbo meno evidente ma più persistente, che non superiamo nel giro di pochi minuti.

Così certi problemi sul lavoro, o in famiglia, diventano condizioni stabili, e questo ci ferisce in maniera continua, per quanto sotto soglia, lasciando dentro una traccia, che il tempo scava sempre più profondamente. Quando la traccia diventa solco, anche il nostro corpo comincia a comunicare questo malessere, secondo il principio che alcune cose, come il rossore all’appuntamento, ecc, vengono espresse anche se noi non lo vorremmo. In questi casi ignorare, o concentrarsi troppo sul sintomo potrebbe essere fuorviante. Mi spiego con un esempio: poniamo che dietro al volante della mia auto si accenda la spia della benzina. Potrei scegliere cosa fare tra una piccola serie di alternative: ignorare la spia, svitare il rispettivo relè responsabile dell’accensione della spia stessa, andare al distributore e modificare le condizioni meccaniche che portano il sistema ad indicare che manca benzina. Chi legge sarà certamente d’accordo che la terza opzione è l’unica non soltanto dotata di senso, ma anche di visione prospettica. Infatti se non voglio trovarmi a piedi a metà del mio tragitto mi converrà assolutamente fare il pieno. Ecco, per la psicosomatica è un po’ la stessa cosa. Se fatti tutti gli accertamenti del caso i medici mi dicono che non c’è nessun problema organico e che il mio malessere è di natura psicosomatica, potrei fare come per la spia della benzina. Ignorarla, assumere ansiolitici, (svitare la lampadina) oppure capire che cosa crea dentro me il cortocircuito e cambiare le condizioni che ne sono all’origine. Nessuno ha mai detto che sia facile o veloce. Ma è l’unica soluzione cha abbia una visione prospettica

All’intelletto umano, le cause dei fenomeni sono inaccessibili nella loro totalità. Ma il bisogno di ricercare le cause è insito nell’anima dell’uomo. E l’intelletto umano non riuscendo a entrare nell’infinità e complessità delle condizioni dei fenomeni, si aggrappa al primo e più accessibile punto di riferimento e dice: ecco la causa.
Lev Tolstoj