Potere e lavoro sottopagato

L’Avvocato Agnelli riteneva che la cosa più grave per un lavoratore (di qualunque livello) sia avere tanta responsabilità e poco potere.

Ora, non c’è dubbio che un buon modo per quantificare la responsabilità che un lavoratore ha nel suo compito sia il corrispettivo economico che gli viene riconosciuto.

Sappiamo come le crisi economiche, il crollo dei mercati, l’evoluzione dei sistemi produttivi ecc concorrano all’erosione della stabilità lavorativa e al cambiamento continuo delle forme contrattuali. E sappiamo bene che, in genere, tutti i lavoratori (di qualunque livello) ritengano insufficiente il corrispettivo economico riconosciuto loro.

Tuttavia il lavoro sottopagato c’è, è una realtà del mondo del lavoro, e occuparsi di psicologia del lavoro significa anche fare i conti, di tanto in tanto, con questa condizione così gravemente depauperante.

Ecco, io vorrei sottolineare un aspetto. Il lavoro sottopagato non è soltanto una distorsione del mondo del lavoro e dei contratti. Il lavoro sottopagato è una forma di tortura psicologica.

Il lavoratore sottopagato non solo vede ogni giorno che al suo impegno viene data poca importanza, il lavoratore sottopagato impara ogni giorno che il valore di quello che fa è basso.

Date a un uomo più di quanto merita, e vi disprezzerà per l’unica volta che gli chiederete di stare in panchina.

Date ad un uomo meno di quanto merita, lo abituerete a non fare altre richieste.

Mother Queen

Un altro stile materno che può generare ansia nel bambino è quello della Mother Queen. Il bambino percepisce la madre irraggiungibile, come se fosse, appunto, una regina: con lo sguardo sempre fuori dalla sua portata. Questa madre è proiettata verso persone o interessi che non riguardano il bambino, e questo può generare insicurezze. Nella fattispecie ci sono individui che entrano in un vortice di giochi al rialzo: si impegnano nello sport perché la madre mostra interesse per le loro performance sportive, oppure si concentrano sulla scuola, o sulla musica ecc…, perché sentono che il riconoscimento potrebbe arrivare da quell’attività. Poi però avviene che una volta raggiunto l’apice la madre non mostri la soddisfazione sperata, perché nel frattempo si è presentato un altro obiettivo che il bambino non ha ancora raggiunto, e che invece potrebbe perseguire per dare lustro o soddisfazione ai genitori. 

La Mother Queen viene a volte idealizzata dal bambino, che vede la madre come brava, importante, o molto indaffarata, e impara talvolta a ritenere i propri interessi, esigenze, obiettivi come meno importanti rispetto a quelli della madre. 

Le conseguenze di questi atteggiamenti (inconsci, e soprattutto involontari) possono riguardare l’intero spettro delle relazioni interpersonali. Vi sono individui che ricercano sempre la perfezione in ogni ambito e che sono stati esposti da piccoli alle cure di madri mai veramente soddisfatte, oppure vi sono individui che hanno imparato a ritenere che quello che essi fanno sia sempre un po’ meno importante di ciò che fanno le figure significative della loro vita.  

Va precisato per chiarezza un aspetto. Non è detto che quella che viene percepita come una Mother Queen sia necessariamente una madre irraggiungibile e insoddisfatta. Potrebbe darsi che questa sia la percezione che ne abbia il bambino. Ovvero come egli riceve gli atteggiamenti della madre nei suoi confronti.

E questa, come si può capire, è di gran lunga un’altra faccenda.