Psychiatric patients and sexuality

I would like to highlight one specific aspect of the way psychiatric patients mean and live sexuality, and this is about intimacy

Psychiatric patients have a problem with boundaries. They struggle a lot in see, recognize and respect borders. Physical boundaries like a closed door, inner boundaries between conscious and unconsciuos, gender boundaries, and of course, boundaries between what is intimate and what is not. Sexuality is for lot of people something intimate, private, secret but not for psychiatric patients. 

Patients I met in my career usually live sexuality as a way to socialize. They can give hugs, kisses or something more, just to show how much they love someone: but to love someone is very close to love yourself if you don’t have any boundaries. 

Many years ago, for example, I met a patient, a young girl, who was suffering for her mother’s depression. That girl decided to ask a friend, to help her mother, to have sex with her mother. So this is a clear instance of what I said: for psychiatric patients sexuality is not that intimate, private, as for others. 

For my experience if there is something good you can do for psychiatric patients is help them to recognize boundaries. And one of the most important boundaries to recognize is that between what they should consider intimate or not. 

Adozione e psichiatria. Come aiutare bambini adottati che presentano problemi ‘psi’.

L’adozione è un trapianto. Se un bambino viene spostato da una famiglia ad un’altra avrà sempre la nostalgia, o il ricordo, della sua famiglia d’origine, anche se l’ha maltrattato. Se da neonato cambia continente e cresce in tutt’altre condizioni, anche in questo caso avrà fantasie, desideri, diciamo pure rimpianti, riguardanti il suo Paese natale, la città o la famiglia naturale.

L’adozione, lo sappiamo, può non funzionare per diversi motivi: riferibili al retroterra dell’adottato, oppure, come avviene in medicina con il fenomeno del rigetto, ascrivibili alla famiglia adottante.

Faccio un breve cenno al caso dei pazienti psichiatrici. Estremizzando un po’ essi hanno un funzionamento rigido, con delle difese rigide e sono molto frammentati o scissi al loro interno. Per questo a volte è complicato per le famiglie adottanti avere a che fare con pazienti di questo tipo: la naturale flessibilità che costituisce i ritmi e le attività della vita in famiglia poco si adatta alla loro forma mentis.

Questi pazienti hanno la tendenza a mettere ‘fuori da sé’ le cose che non funzionano: aspetti relazionali, difficoltà nel mondo del lavoro, adattamento al contesto, ecc… risultando talvolta ossessionati da allucinazioni (che non a caso i loro canali sensoriali indicano provenienti da fuori) o convinzioni di complotti o persecuzioni (‘loro’, ‘gli altri’, ecc…).

In questo clima di diffidenza i pazienti psichiatrici adottati tendono a scaricare accuse molto forti, magari in maniera inconsapevole, sulle famiglie adottive. Questa è una delle ragioni per cui il clima famigliare potrebbe deteriorarsi.

Questi ragazzi da una parte sono molto affettuosi e grati, ma dall’altra, proprio a causa del loro funzionamento ‘a compartimenti stagni’ continuano a coltivare fantasie che riguardano le famiglie originarie, a discapito delle nuove. Può darsi che nella loro costruzione di senso del mondo, giungano a fare entrare nei complotti e nelle persecuzioni anche queste nuove famiglie, con le conseguenze disastrose che si possono immaginare.

La famiglia adottante, pertanto, si trova davanti a diversi tipi di difficoltà, che da sola potrebbe non superare. Anche l’adozione di un paziente psichiatrico è un trapianto, ma un trapianto che necessita di cure specifiche.