Il disturbo alimentare è correlato ad una sensazione di vuoto. Gestire lo stimolo della fame dà la percezione di controllare altre forme di vuoto che abitano la nostra pancia.

Il rapporto con il cibo, inoltre, fa pensare alla tavola, alla famiglia: per questo non è raro che individui con disturbi alimentari abbiano dei vuoti affettivi correlati a persone importanti del loro passato.

Questo non significa che le madri e i padri di ragazzi con disturbi alimentari siano stati dei cattivi genitori. Significa che questi ragazzi hanno registrato con sofferenza alcuni frammenti della loro storia emotiva, e che hanno imparato a gestire il vuoto ad essi associato attraverso la dinamica alimentare.

Disimparare questa modalità per sostituirla con una meno distruttiva non è facile e richiede impegno. Ma soprattutto è necessario trovare il modo per gestire – e non negare – il vuoto affettivo, ovvero il real name del disturbo alimentare.